Basilica di S.Cristina e Santuario del Miracolo Eucaristico
Basilica-santuario, tappa dei pellegrini sul percorso dell'antica via Francigena alla volta di Roma. Tra le sue vetustissime mura ha accolto personaggi celebri per la santità, l'arte, la letteratura e la storia, e umili e anonimi uomini, ma tutti qui giunti alla ricerca di Cristo, sostenuti dalla testimonianza di chi per lui aveva donato la vita.
Questo santuario è particolarmente venerato, non solo per il culto verso santa Cristina vergine e Martire il cui sepolcro, qui conservato, i fedeli cristiani della città e dei paesi vicini fin da remota età son soliti onorare con generosi omaggi, ma anche e soprattutto per il ricordo del notissimo miracolo eucaristico.
La caratteristica facciata della basilica evidenzia, negli accostamenti, il complesso articolarsi dell'interno.
San Francesco Patrono d'italia la rivista ufficiale mensile del sacro convento di Assisi. Fondata nel 1920 dalla comunita' comunità francescana nel 1920 ad Assisi.
La rivista è l'organo ufficiale di stampa della basilica di San Francesco e del sacro convento, dove sono custodite le reliquie di San Francesco , un punto di riferimento per i francescani sparsi nel mondo e per tutti i devoti del santo . Il periodico contiene pagine di cultura, arte, religione, attualità, eventi della basilica di San Francesco di Assisi , scritte da giornalisti di rilievo nazionale ed internazionale. L' obbiettivo della rivista e' quello di divulgare la parola, la vita, i gesti e la protezione di san Francesco. La rivista viene tradotta in lingua inglese e in lingua araba e stampato in braille per i non vedenti, ed e' distribuito in abbonamento, gratuitamente in tutte le scuole italiane, le carceri e le sedi UIC (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Dal mese di febbraio 2011 si trova anche nelle edicole italiane.
Interno della Basilica di Santa Cristina
Il prospetto della chiesa medievale è un gioiello di architettura rinascimentale, legato alla committenza del card. Giovanni de' Medici e della comunità di Bolsena, eseguita dal 1493 al 1495 dagli scultori fiorentini Francesco e Benedetto Buglioni.
Sul lato sinistro del prospetto s'innalza il campanile, forse realizzato a cavallo dei secoli XIII e XIV L'interno è una costruzione a tre navate, con pianta a croce latina e copertura a capriate. Secondo la tradizione, la costruzione, o meglio la ricostruzione di questo edificio si deve alla devozione a santa Cristina da parte di Matilde di Canossa e di papa Gregorio VII, che la consacrò il 10 maggio 1078.
Nei saggi di scavo eseguiti nel 1925, nella navata destra, si rinvennero materiali appartenenti ad un altro edificio, forse di età paleocristiana. Nella stessa navata è un crocifisso ligneo di scuola umbro-toscana del secolo XV.
Più avanti si accede alla Cappella del Santissimo Sacramento, dove è custodito un prezioso tabernacolo del secolo XV, opera di Benedetto Buglioni. Alle pareti, affreschi dello stesso secolo e del successivo. Si entra poi nella Cappella di Santa Lucia, affrescata sullo scorcio del XV secolo da Giovanni di Domenico de' Ferraris da Mondovì; sull'altare è un busto in ceramica della santa titolare, opera di Benedetto Buglioni.
Nel presbiterio l'altare maggiore è stato realizzato con frammenti marmorei del X secolo, e gli fa da pala un prezioso polittico, opera del senese Sano di Pietro, eseguito intorno alla metà del secolo XV. L'ambone è un pluteo del VI secolo.
Nella navata sinistra è la Cappella di Santa Cristina, dove si custodiscono le sue reliquie e una pregevole statua lignea di scuola senese del XV secolo.
Basilica di Santa Cristina - La Cappella Nuova del Miracolo
È stata edificata nel 1693, su disegno di Tommaso Mattei, per custodire le reliquie del Miracolo eucaristico del 1263. La facciata venne completata nel 1863 da Virginio Vespignani. Sull'altare maggiore è una bella tela raffigurante il prodigio, opera di Francesco Trevisani, eseguita agli inizi del secolo XVIII. Sotto la pala, in una teca dorata, sono custodite tre delle quattro pietre macchiate dal sangue prodigioso emanato dall'ostia nel 1263; la quarta è esposta sotto la grande cupola in un prezioso reliquiario, realizzato nel 1940.
Basilica di Santa Cristina - La Grotta di Santa Cristina
Dalla luminosa Cappella Nuova del Miracolo ci si immette nella suggestiva penombra della Grotta di Santa Cristina, composta da un ampio vestibolo con la Cappella del Corpo di Cristo e da una basilichetta ipogea.
Qui è custodito l'altare, un pregevole manufatto dell'VIII secolo sul quale, secondo la tradizione, avvenne il prodigio eucaristico. La pala in ceramica, raffigurante la duplice scena del calvario e del miracolo, è opera di Benedetto Buglioni, e venne eseguita nel 1496.
Sull'arco, che dal vestibolo immette nella basilichetta, è un affresco attribuibile forse al secolo XIII. Quest'ultima è l'ampliamento medievale di una primitiva memoria ad corpus sulla tomba della santa martire Cristina. È questo il primitivo luogo di culto della basilica, che si fece spazio distruggendo parte della catacomba.
Di fronte all'abside è una stupenda statua quattrocentesca, opera di Benedetto Buglioni (sec. XV), raffigurante la santa nel sonno della morte.
Gli affreschi della volta sono del XVI secolo, mentre quello dell'abside, raffigurante san Pietro, del XV. Si accede quindi alla sottostante tomba della martire, un semplice sarcofago del IV secolo, riportato alla luce negli scavi archeologici del 1880, che contribuirono a far luce sull'esistenza della primitiva comunità cristiana di Bolsena, la quale conobbe nello sviluppo singolare della catacomba (fine III secolo - primo ventennio del V) l'espressione più significativa della sua fede e della sua devozione.
Basilica di Santa Cristina - Le Catacombe
Databili ai sec. IV e V d.C., sono scavate sul versante a nord-est della Basilica di Santa Cristina e sono costituite da un grande corridoio perpendicolare al versante, che s'inoltra orizzontalmente nella montagna per una quarantina di metri circa. Da questo corridoio, diramazione di un condotto romano precedente, ne partono altri secondari, perpendicolari al suo asse e disposti, due a due, uno di fronte all'altro.
La lunghezza di questi rami secondari decresce man mano che ci si addentra sotto terra, tanto da fare assumere alla pianta lo schema di un albero. Il tufo di Bolsena è una pietra sufficientemente dura ed omogenea, per cui si è potuto abbassare progressivamente il livello del corridoio principale man mano che le pareti si riempivano di tombe;da ciò deriva la sua sezione a forma di bottiglia rovesciata e lasua altezza che sfiora, in alcuni punti, i sette metri.
I corridoi annessi sono scavati ulteriormente, ma in minima misura, e sono stati tagliati alcuni scalini nel tufo perché si potesse accedervi dal corridoio principale.
Come in tutte le catacombe, le pareti sono interamente tappezzate di loculi, nicchie a misura del corpo che venivano scavate nella pietra e che erano chiuse da grandi mattoni romani fissati con calcina. La maggior parte di queste tombe è stata violata, ma alcune hanno conservato la loro chiusura, con l'epitaffio inciso sotto forma di graffito o dipinto; come raffigurazioni si trovano solamente simboli e una bella testa femminile. I più ricchi facevano incidere il loro epitaffio su una lastra di marmo che si fissava sui mattoni di chiusura. I cubicola, stanze funerarie familiari, sono rari.













