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FICANA – la città perduta

Introduzione cenni storici

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Ficana: insediamento arcaico latino risalente al 1100-200 a.c., la sua ubicazione circa al XI miglio della via Ostiense su un’altura a ridosso del Tevere sul Monte Cugno, nei pressi dell’attuale Acilia alla fine di Via dei Monti S. Paolo.

 

Strategicamente importante per i Romani, che la insediarono circa nel 640-616 a.c. dal Re Anco Marzio, per la sua locazione strategica per gli approvvigionamenti del sale, e per la sua lotta contro le popolazioni Latine e Veienti. Ficana era una citta arcaica costituita per lo più da capanne e pochi insediamenti murari, visto la sua posizione soprelevata sul Monte Cugno.


Topografia delle zone interessate dall’insediamento di Ficana

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L’insediamento si estendeva principalmente sul pianoro orientale, dove le abitazioni, erano costituite da capanne straminee e da edifici con fondazioni in pietra, fu dimostrato senza soluzione di continuità di occupazione del sito anche dopo la presa da parte di Anco Marzio, che distrusse la città politicamente ma ne mantenne la struttura per integrarla a pieno nello Stato Romano.

 

Le capanne dell’ età del Ferro sembrano disporsi a gruppi alquanto distanziati fra loro, con ampie zone libere destinate probabilmente all’economia di sussistenza (allevamento, coltivazioni). Numerose sono le fosse utilizzate quali immondezzai durante tutte le varie fasi di occupazione del pianoro.

  

A partire dalla seconda metà del VII sec. a.C. alle capanne si affiancano, in parte sostituendole, abitazioni con fondazioni in pietra, alzato a graticcio ligneo o mattoni crudi e tetto coperto con tegole, apparentemente molto semplici e parche ma in realtà tutte attribuibili ad esponenti di rango della comunità cittadina. 

 

La .fine. di Ficana, ad ogni modo, è romana in tutti i sensi. Le abitazioni con fondazioni in pietra giungono sino al V sec. a.C. ed in particolare dallo scavo di una di esse sembrano emergere dati utili ad una riconsiderazione dell’ urbanistica cittadina. 

 

Poco a ovest del moderno casale è stata, infatti, scavata un’area (zona 6a, la più occidentale fra tutte quelle sondate) ben al di fuori dell’ agger, molto interessante per la stratificazione di un alto numero di interventi e di fasi edilizie che la contraddistinguono. Nell’ultima fase edilizia documentata in questo settore un poderoso muro in opera quadrata di tufo, orientato in direzione N-S, sembra inglobare ampiamente la parte più occidentale di M. Cugno. Il dato è certo il prodotto di una rilevante espansione demografica del centro abitato e la struttura in opera quadrata, con probabilità una nuova opera di difesa che ne porta la superficie dai 5 ettari originari agli oltre 10 di questo periodo, viene eretta quando Ficana è ormai divenuta una piazzaforte romana che affianca Ostia, o forse la precede di poco, nel delicato compito di controllare militarmente il basso corso del Tevere.


L’indagine preliminare

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Si sa che le indagini vere e proprie degli archeologi si sono svolte tra il 1970 ed il 1980, gli archeologi hanno scoperto i resti dell’antica città perduta, ora come ora apparentemente sembra un’area privata con un antico casale ed un maneggio sulla sua sommità dove anticamente sorgeva l’insediamento di Ficana.

 

L’altura che si vede in fotografia è l’attuale Monte Cugno, ormai segnato dal tempo e ormai molto più scosceso rispetto al passato arcaico.

 

Nel nostro primo sopralluogo effettuato sabato 12/11/2011 abbiamo cercato di capire se potevano essere rimasti alla luce reperti o insediamenti archeologici visitabili, ma la nostra amara sorpresa ci ha portato a una zona priva di scavi archeologici e priva di ogni possibile riconduzione alla naturale posizione e sito della città perduta di Ficana.

Percorrendo tutta Via dei Monti S. Paolo si arriva ad una biforcazione con strada sterrata, dove andando a sinistra si arriva, salendo, ad un insediamento moderno attuale maneggio privato. Con nostro stupore chiedemmo ad delle persone se ci fossero dei manifatti archeologici presenti, ma nessuno seppe dirci nulla.

 

Percorrendo un centinaio di metri verso nord quindi a destra della strada prima citata, si arriva ad uno spiazzo dove a sinistra ci sono dei capannoni adibiti a stalle, e più avanti un sentiero percorribile solo a piedi che si inerpica verso la sommità opposta del monte.

 

Percorrendo tale sentiero si respira già aria di storia, visto la particolarità di questo monte composto per lo più di tufo, e si vedono dei manufatti umani antichi nascosti magari senza alcun significato apparente, ma con la sensazione di non essere sicuramente manufatti di età moderna.

Proseguendo per il sentiero arrivammo ad un piano in cima alla collina, dove credevamo fossero almeno dei resti a cielo aperto di questo insediamento, ma malgrado la nostra perlustrazione non trovammo nulla di visibile, l’aria intorno a noi profumava di storia, ma non riuscimmo da nessuna parte a scorgere delle rovine.

 

Chiedemmo, ad un passante a cavallo, se quello dove ci trovavamo fosse il sito dell’antica Ficana, e lui con stupore ma anche con un po d’aria scocciata, ci rispose di si e che tutto quello che apparteneva alla città di Ficana fu portato via dagli archeologi e tutto in seguito ricoperto. Ci è sembrato come se questo luogo non fosse mai esistito, o per lo più come se questo luogo, fosse stato volontariamente nascosto di nuovo, per realizzare questo enorme maneggio. La nostra sensazione fu quella della speculazione edilizia, che da queste parti, come si sa è di gran lunga quella più redditizia.

Tornando giù a valle dal sentiero che avevamo percorso in precedenza, ci fermammo al capannone dove vi erano le stalle, una signora inglese ci chiese se volevamo un caffè, noi accettammo e con grande stupore ci disse “ state cercando Ficana?” noi rispondemmo di si e che dalle nostre informazioni prese da internet l’ubicazione doveva essere per forza quella, le ci disse e ci confermò quanto noi avevamo pensato, Ficana era li un tempo, ma ormai solo rimasta nei libri di storia e mai portata realmente alla luce, come se non fosse mai esistita come un’Atlantide nei pressi di Ostia, una città perduta.

 

Dopo aver ringraziato la signora per la sua gentilezza, ci trovammo costretti a tornare a casa, visto che il sole era ormai calato, e le nostre considerazioni, come primo sopralluogo e come prima indagine preliminare sono da considerare non soddisfacenti, infatti la nostra indagine continua, anche su un piano diverso.

 

Durata sopralluogo: dalle 15:10 alle 17:15 del 12/11/2011

L’indagine con i nostri rilevamenti tecnici

Stiamo per intraprendere la parte più affascinante di questa nostra indagine, ci stiamo preparando per rilevamenti tecnici paranormali ed esoterici, cercheremo di trovare delle tracce antiche di presenze utilizzando tecniche moderne di rilevamento, utilizzando delle apparecchiature che ci permetteranno di scoprire se in questa area ricca di storia e di vicissitudini molto violente, ci sia rimasta qualche minima presenza, dato il fatto che della stessa necropoli non si hanno notizie e che i pochi resti umani trovati sono stati spostati ( a mio parere ingiustamente), dalla loro terra natale.

 

Il video di questa indagine è presente sul nostro sito

http://www.ghi-investigators.com/2012/01/ghi-ficana-la-citta-perdutawmv.html

G.H.I.- INVESTIGATORS

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G.H.I.- INVESTIGATORS nasce nel 2011 è un gruppo di persone con la passione e la dedizione agli studi dei fenomeni paranormali, occultismo, esoterismo e parapsicologia e relative indagini  su di essi.  

 

Il gruppo è formato da Massimo Bertoni e Dario Cotti Zelati che sono i Fondatori  da Giuliano e Mario e Romano che sono i collaboratori tecnici.


Inoltre ci occupiamo di documentari storici, ricostruzioni storiche e civiltà perdute.
Usufruiamo di strumentazioni all'avanguardia nel campo del paranormale e per le relative indagini,
il tutto si svolge con molta serietà e professionalità

 

Le nostre indagini si svolgono in tutto il Centro Italia.

 

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